PZN | IT026829010 |
Производитель | Sanofi Spa |
Форма | Порошок и растворитель для раствора для капельниц |
Ёмкость | 0 |
Рецепт | да |
22.77 €
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FOY 100 MG POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
Foy - Iv 1f 100mg+f Solv 5ml
Antiemorragici, antifibrinolitici, inibitori delle proteasi.
Un flaconcino di polvere contiene 100 mg di gabesato mesilato.
Fiala solvente: acqua per preparazioni iniettabili.
Pancreatite acuta.
Ipersensibilita' al gabesato mesilato.
Iniziare il trattamento con 1-3 flaconcini al giorno (100-300 mg di gabesato mesilato) mediante infusione endovenosa goccia a goccia a velocita' non superiore a 8 ml/minuto e ridurre successivamente il dosaggioin relazione al miglioramento del quadro clinico. In caso di necessit a' e' possibile aumentare il dosaggio sopra indicato di 1-3 flaconcininell'arco della stessa giornata. Introdurre l'apposito solvente nel f laconcino contenente la polvere. La soluzione cosi' ottenuta va diluita ulteriormente in 500 ml di soluzione di Ringer o glucosata al 5%. Lasoluzione cosi' preparata deve essere utilizzata subito oppure conser vata in frigorifero (a 3 gradi C), dove si mantiene stabile per circa 5 giorni. E' consigliabile somministrare la soluzione per infusione e.v. lenta, regolando la velocita' in modo da non superare 2,5 mg di gabesato mesilato per kg di peso corporeo e per ora. La posologia deve essere opportunamente adattata a seconda della sintomatologia del paziente. Uso nell'anziano: in seguito ad una riduzione delle funzioni fisiologiche, nell'anziano, si raccomandano un costante monitoraggio e precauzioni come una riduzione della dose.
Nessuna speciale precauzione per la conservazione.
Il prodotto puo' esplicare azione anticoagulante. In alcuni studi condotti nel cane a dosi elevate si e' osservata una riduzione del tempo di tromboplastina parziale. Tale evento non e' stato finora osservato durante la terapia nell'uomo. Durante la somministrazione del prodotto e' consigliabile regolare la velocita' di infusione in modo da non superare i 2,5 mg/kg per ora. In caso di terapia concomitante con altri farmaci per via parenterale e' necessario somministrare separatamente il gabesato mesilato. La somministrazione di questo prodotto ad elevatidosaggi puo' causare ulcere necrotiche nella sede di iniezioni e lung o i vasi sanguigni dove puo' danneggiare la parete vascolare provocando flebite ed irrigidimento del vaso stesso. I pazienti devono essere monitorati con cura. In caso di dolore, arrossamento o infiammazione nella sede di iniezione, il trattamento deve essere interrotto, oppure bisogna cambiare sito di iniezione, e devono essere prese le misure appropriate. Durante la somministrazione il paziente deve essere costantemente monitorato. Possono verificarsi shock, shock anafilattico, reazioni anafilattoidi. In caso di caduta della pressione arteriosa, oppressione precordiale, dispnea, perdita di conoscenza, edema faringeo/laringeo, prurito o malessere il trattamento deve essere immediatamente interrotto e devono essere prese le misure appropriate. I pazienti devono essere monitorati attentamente anche per il possibile verificarsi di: agranulocitosi, leucopenia, trombocitopenia e di iperpotassiemia. Sevengono riscontrati valori anormali, il trattamento deve essere inter rotto e, nel caso di iperpotassiemia, devono essere prese le misure appropriate. Nel caso si verificassero: cefalea, riduzione del tempo di tromboplastina parziale, tendenza al sanguinamento, ipotensione, nausea, vomito, diarrea, eruzione cutanea, prurito o congestione facciale e' opportuno ridurre il dosaggio. In caso di persistenza, sospendere definitivamente il trattamento.
Non note.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: reazioni nel sito di iniezione (ulcere necrotiche, flebiteed irrigidimento del vaso), dolore, arrossamento; non comune: ipersen sibilita' (eruzioni cutanee, prurito, infiammazione nella sede di iniezione; raro: febbre, congestione facciale; non nota: shock (shock anafilattico, reazioni anafilattoidi, caduta pressoria, oppressione precordiale, dispnea, perdita di coscienza, edema faringeo/laringeo o malessere). Patologie vascolari. Non comune: riduzione della pressione arteriosa. Patologie del sistema nervoso. Raro: cefalea. Patologie gastrointestinali. Non comune: nausea, vomito. Patologie del sistema emolinfopoietico e della coagulazione. Raro: leucopenia, granulocitopenia, aumento della tendenza al sanguinamento (riduzione del tempo di tromboplastina parziale); non nota: agranulocitosi, trombocitopenia, eosinofilia. Patologie epatobiliari. Non comune: aumento delle transaminasi; raro: ittero; non nota: aumento della bilirubina totale. Esami di laboratorio. Non nota: iperpotassiemia, iponatremia. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.
In corso di gravidanza accertata o presunta e' consigliabile mantenereil dosaggio ai minimi livelli efficaci (e' stata osservata nel topo u na perdita di peso dei feti con dosi di 100 mg/kg/die) e solo per indicazioni che implichino pericolo di vita per la gestante. Non sono disponibili dati sull'eventuale escrezione nel latte materno.
FOY 100 MG POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
Foy - Iv 1f 100mg+f Solv 5ml
Antiemorragici, antifibrinolitici, inibitori delle proteasi.
Un flaconcino di polvere contiene 100 mg di gabesato mesilato.
Fiala solvente: acqua per preparazioni iniettabili.
Pancreatite acuta.
Ipersensibilita' al gabesato mesilato.
Iniziare il trattamento con 1-3 flaconcini al giorno (100-300 mg di gabesato mesilato) mediante infusione endovenosa goccia a goccia a velocita' non superiore a 8 ml/minuto e ridurre successivamente il dosaggioin relazione al miglioramento del quadro clinico. In caso di necessit a' e' possibile aumentare il dosaggio sopra indicato di 1-3 flaconcininell'arco della stessa giornata. Introdurre l'apposito solvente nel f laconcino contenente la polvere. La soluzione cosi' ottenuta va diluita ulteriormente in 500 ml di soluzione di Ringer o glucosata al 5%. Lasoluzione cosi' preparata deve essere utilizzata subito oppure conser vata in frigorifero (a 3 gradi C), dove si mantiene stabile per circa 5 giorni. E' consigliabile somministrare la soluzione per infusione e.v. lenta, regolando la velocita' in modo da non superare 2,5 mg di gabesato mesilato per kg di peso corporeo e per ora. La posologia deve essere opportunamente adattata a seconda della sintomatologia del paziente. Uso nell'anziano: in seguito ad una riduzione delle funzioni fisiologiche, nell'anziano, si raccomandano un costante monitoraggio e precauzioni come una riduzione della dose.
Nessuna speciale precauzione per la conservazione.
Il prodotto puo' esplicare azione anticoagulante. In alcuni studi condotti nel cane a dosi elevate si e' osservata una riduzione del tempo di tromboplastina parziale. Tale evento non e' stato finora osservato durante la terapia nell'uomo. Durante la somministrazione del prodotto e' consigliabile regolare la velocita' di infusione in modo da non superare i 2,5 mg/kg per ora. In caso di terapia concomitante con altri farmaci per via parenterale e' necessario somministrare separatamente il gabesato mesilato. La somministrazione di questo prodotto ad elevatidosaggi puo' causare ulcere necrotiche nella sede di iniezioni e lung o i vasi sanguigni dove puo' danneggiare la parete vascolare provocando flebite ed irrigidimento del vaso stesso. I pazienti devono essere monitorati con cura. In caso di dolore, arrossamento o infiammazione nella sede di iniezione, il trattamento deve essere interrotto, oppure bisogna cambiare sito di iniezione, e devono essere prese le misure appropriate. Durante la somministrazione il paziente deve essere costantemente monitorato. Possono verificarsi shock, shock anafilattico, reazioni anafilattoidi. In caso di caduta della pressione arteriosa, oppressione precordiale, dispnea, perdita di conoscenza, edema faringeo/laringeo, prurito o malessere il trattamento deve essere immediatamente interrotto e devono essere prese le misure appropriate. I pazienti devono essere monitorati attentamente anche per il possibile verificarsi di: agranulocitosi, leucopenia, trombocitopenia e di iperpotassiemia. Sevengono riscontrati valori anormali, il trattamento deve essere inter rotto e, nel caso di iperpotassiemia, devono essere prese le misure appropriate. Nel caso si verificassero: cefalea, riduzione del tempo di tromboplastina parziale, tendenza al sanguinamento, ipotensione, nausea, vomito, diarrea, eruzione cutanea, prurito o congestione facciale e' opportuno ridurre il dosaggio. In caso di persistenza, sospendere definitivamente il trattamento.
Non note.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: reazioni nel sito di iniezione (ulcere necrotiche, flebiteed irrigidimento del vaso), dolore, arrossamento; non comune: ipersen sibilita' (eruzioni cutanee, prurito, infiammazione nella sede di iniezione; raro: febbre, congestione facciale; non nota: shock (shock anafilattico, reazioni anafilattoidi, caduta pressoria, oppressione precordiale, dispnea, perdita di coscienza, edema faringeo/laringeo o malessere). Patologie vascolari. Non comune: riduzione della pressione arteriosa. Patologie del sistema nervoso. Raro: cefalea. Patologie gastrointestinali. Non comune: nausea, vomito. Patologie del sistema emolinfopoietico e della coagulazione. Raro: leucopenia, granulocitopenia, aumento della tendenza al sanguinamento (riduzione del tempo di tromboplastina parziale); non nota: agranulocitosi, trombocitopenia, eosinofilia. Patologie epatobiliari. Non comune: aumento delle transaminasi; raro: ittero; non nota: aumento della bilirubina totale. Esami di laboratorio. Non nota: iperpotassiemia, iponatremia. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.
In corso di gravidanza accertata o presunta e' consigliabile mantenereil dosaggio ai minimi livelli efficaci (e' stata osservata nel topo u na perdita di peso dei feti con dosi di 100 mg/kg/die) e solo per indicazioni che implichino pericolo di vita per la gestante. Non sono disponibili dati sull'eventuale escrezione nel latte materno.